John Titor
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Re: John Titor
Che grande potere sarebbe viaggiare nel tempo....

ALFIO- CAPO DI 1° CLASSE

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Re: John Titor
Dove?? ecco ci siamo..questi buchi che si creano in natura come stargate si formano....indovinate?? Nel nostro caro triangolo http://ramanandadas.wordpress.com/2008/04/05/stargate-nel-triangolo-delle-bermuda/ o delle bermuda..leggete
Reci- AMMIRAGLIO MODERATORE CAPO

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Re: John Titor
Probabilmente esistono questi buchi temporali ecc....Ma in zone remote della terra come il triangolo delle Bermuda i due poli...

Wesley- CAPO DI 2° CLASSE

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Re: John Titor
I poli daltronde non sono stati osservati come il triangolo......
andrea ho corretto il messaggio mettendo il link corretto.Dove?? ecco ci siamo..questi buchi che si creano in natura come stargate si formano....indovinate?? Nel nostro caro triangolo http://ramanandadas.wordpress.com/2008/04/05/stargate-nel-triangolo-delle-bermuda/ o delle bermuda..leggete
Re: John Titor
cavolo....io ci credo....secondo me è possibile, o ragazzi pnesate solo al fatto che titor sapeva l'ID di un pc (nn ricordo quale) che solo l'inventore conosceva già questa cosa mi fa paura....è possibilissimo...e pensate poi che il 2036 coincide con l'anno della caduta del meteorite APOPHIS e questo John Titor afferma che nel 2036 vi sarà una guerra, ma...se coincidono le date vuol dire che ci sarà una guerra con qualcun'altro di qualche altro pianeta? che facciamo guerre stellari? però sarebbe alquanto una figata....CHE SPETTACOLO! aggiungo

simon knoxville- 1° MARESCIALLO LUOGOTENENTE

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Re: John Titor
Si gianlù..i poli non sono stai scoperti del tutto..il triangolo invece si..ma purtroppo la gente non è più tornata indietro 
Reci- AMMIRAGLIO MODERATORE CAPO

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Re: John Titor
Ascoltate, se devo dirvi la mia io non ci credo affatto. Ne avevo sentito parlare di questo tizio del 2036, sul mio documentario preferito (Voyager
) e hanno detto che nel 2015 ci sarà una guerra che dovrebbe dirstruggere tutta l'Europa e tutta l'Asia. Siccome lui ha detto di esser nato in Florida in un anno passato, hanno provato a cercarlo, perchè oggi dovrebbe essere un giovane, lo cercavano, ma nulla!
Secondo me, è la stessa cosa come se (faccio un esempio giusto perchè mi piace Isaac Newton) io inventassi una macchina del tempo e andrei da Newton e gli direi:"Ciao, mi chiamo Marcella e vengo dal 2009", secondo voi egli mi avrebbe creduto? Ma col cavolo! Mi avrebbero impiccata o condannata al rogo... tipo le streghe
Anche perchè uno si dice:"Ma non è possibile che io sia già cresciuto, morto e che tutta la mia vita sia già passata. L'unica era che esiste è la mia, è questa".
Quindi per parere mio, tutto questo è una balla! Qualcuno glielo deve dire, pechè ragazzi, soltanto Dio sa cosa succederà e nessun'altro uomo si può permettere di venire qui da noi a dire che viene dal futuro.
Ma su Voyager dissero anche che lui è venuto nel nostro anno per recuperare una specie di computer un po' "primitivo" rispetto a quelli moderni, se lui avesse preso quella specie di computer, avrebbe cambiato una cosa importantissima di un esperimento... (-.-")
Che cavolata! Ragazzi, vi dico, non credeteci! Se l'uomo si immagina che nel 2036 ci saranno cose più avanzate di quelle di oggi, che questo John ci dia delle prove, che ci faccia vedere (magari provare) questa sua "macchina del tempo".
Ma cosa? Lui non si fa neanche senire!!!
...Quindi, ciò che ho votato io è un semplice clic sul "NO"...
Secondo me, è la stessa cosa come se (faccio un esempio giusto perchè mi piace Isaac Newton) io inventassi una macchina del tempo e andrei da Newton e gli direi:"Ciao, mi chiamo Marcella e vengo dal 2009", secondo voi egli mi avrebbe creduto? Ma col cavolo! Mi avrebbero impiccata o condannata al rogo... tipo le streghe
Anche perchè uno si dice:"Ma non è possibile che io sia già cresciuto, morto e che tutta la mia vita sia già passata. L'unica era che esiste è la mia, è questa".
Quindi per parere mio, tutto questo è una balla! Qualcuno glielo deve dire, pechè ragazzi, soltanto Dio sa cosa succederà e nessun'altro uomo si può permettere di venire qui da noi a dire che viene dal futuro.
Ma su Voyager dissero anche che lui è venuto nel nostro anno per recuperare una specie di computer un po' "primitivo" rispetto a quelli moderni, se lui avesse preso quella specie di computer, avrebbe cambiato una cosa importantissima di un esperimento... (-.-")
Che cavolata! Ragazzi, vi dico, non credeteci! Se l'uomo si immagina che nel 2036 ci saranno cose più avanzate di quelle di oggi, che questo John ci dia delle prove, che ci faccia vedere (magari provare) questa sua "macchina del tempo".
Ma cosa? Lui non si fa neanche senire!!!
...Quindi, ciò che ho votato io è un semplice clic sul "NO"...
Re: John Titor
Secondo me viaggiare nel tempo è possibile....anche stephen hawking parla di "viaggi nel tempo" nelle sue teorie....Forse creando buchi neri si può effettivamente viaggiare nel tempo ma questo ancora non possiamo saperlo....
Se fosse possibile viaggiare nel tempo eviterai comunque di farlo....immaginate voi cosa accadrebbe se venisse modificato il passato....cosa accadrebbe al futuro....
anche per me è una cavolata....solo che sono dell'ipotesi opposta...non si deve far sentire.....il motivo....PER quello che ho detto prima....modificherebbe il futuro.....
non so se mi sono spiegato....
per spiegarti meglio
hai visto il film Ritorno al futuro
"se" i viaggi nel tempo si possono fare ,modificare il passato avrebbe delle conseguenze negative per il futuro.......
Se fosse possibile viaggiare nel tempo eviterai comunque di farlo....immaginate voi cosa accadrebbe se venisse modificato il passato....cosa accadrebbe al futuro....
Che cavolata! Ragazzi, vi dico, non credeteci! Se l'uomo si immagina che nel 2036 ci saranno cose più avanzate di quelle di oggi, che questo John ci dia delle prove, che ci faccia vedere (magari provare) questa sua "macchina del tempo".
Ma cosa? Lui non si fa neanche senire!!!
anche per me è una cavolata....solo che sono dell'ipotesi opposta...non si deve far sentire.....il motivo....PER quello che ho detto prima....modificherebbe il futuro.....
non so se mi sono spiegato....
per spiegarti meglio
hai visto il film Ritorno al futuro
"se" i viaggi nel tempo si possono fare ,modificare il passato avrebbe delle conseguenze negative per il futuro.......
Sono l'amministratore del forum: Questo è il mio blog: La scienza dello spazio e la mia pagina facebook CITTA' DI RIETI
Re: John Titor
E' vero Gianluca. Fai caso che tu vai nel 100 a.C e porti la tecnologia avanzata, con il tempo, l'uomo avrebbe sviluppato ancora di più la tecnologia e così, arrivando al 2009 ci saremmo già autodistrutti!
Portare moltissime rivoluzioni industriali, adesso potremmo dirci "bye bye".
Già attualmente è troppa sta tecnologia! Poi con l'inquinamento, che accorcia anche le nostre vite, i tumori, ecc... D:
Portare moltissime rivoluzioni industriali, adesso potremmo dirci "bye bye".
Già attualmente è troppa sta tecnologia! Poi con l'inquinamento, che accorcia anche le nostre vite, i tumori, ecc... D:
Re: John Titor
Ma sapete... viaggiare nel tempo, è anche possibile, oltre ad essere pericoloso 
Basta ritornare all'era dei dinosauri, uccidere un insetto, e quando ritorni nel tuo anno, le cose cambiano completamente! ..Sembrerà una cosa banale, ma io ci credo..
A proposito di viaggi nel passato e nel futuro, ho visto su youtube un documentario a pezzi che parlava dei viaggi nel tempo, ma da quel che mi ricordo, la conclusione di questo documentario, dice che non è possibile.. Che peccato
Ma non me ne importa nulla perchè io continuerò a credere che sarà possibile... ma scusate se lo dico, ma questo uomo venuto dal futuro, ci fa venire un grande dubbio! Per cui spero per lui, che tutta questa cosa, non sia soltanto una bufala o una messa in scena perchè volesse diventare famoso!
.........Non si sa mai!...........
Basta ritornare all'era dei dinosauri, uccidere un insetto, e quando ritorni nel tuo anno, le cose cambiano completamente! ..Sembrerà una cosa banale, ma io ci credo..
A proposito di viaggi nel passato e nel futuro, ho visto su youtube un documentario a pezzi che parlava dei viaggi nel tempo, ma da quel che mi ricordo, la conclusione di questo documentario, dice che non è possibile.. Che peccato
Ma non me ne importa nulla perchè io continuerò a credere che sarà possibile... ma scusate se lo dico, ma questo uomo venuto dal futuro, ci fa venire un grande dubbio! Per cui spero per lui, che tutta questa cosa, non sia soltanto una bufala o una messa in scena perchè volesse diventare famoso!
.........Non si sa mai!...........
Re: John Titor
Io spero che non sia possibile
per un semplice motivo.... ci potrebbero essere persone che non aspetterebbero altro che distruggere la Terra... E per l'appunto come hai detto te basta modificare alcune piccole cose in un passato molto remoto ,oppure uccidere una persona (Ad esempio un importante uomo del passato)che tutto l'intero futuro cambierebbe....un disastro insomma.... questo ovviamente se e solo se si viaggia nella stessa linea temporale(ovvero nel tempo del nostro universo).... ci sono molte teorie sui viaggi temporali anche di scienziati importanti come Albert Einstein.
Stephen Hawking ritiene invece che qualora tentassimo in qualche modo di fare qualcosa in grado di mutare significativamente il passato, ad impedirlo interverrebbe una sorta di "censura cosmica".
Stephen Hawking ritiene invece che qualora tentassimo in qualche modo di fare qualcosa in grado di mutare significativamente il passato, ad impedirlo interverrebbe una sorta di "censura cosmica".
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Re: John Titor
Beh... allora mettiamola così: viaggiare nel tempo non è possibile e non lo sarà mai.
Strano, perchè non mi dispiace affatto... saranno le cose che tu hai scritto che mi avranno convinto?
Strano, perchè non mi dispiace affatto... saranno le cose che tu hai scritto che mi avranno convinto?
Re: John Titor
Diciamo che se fosse possibile sarebbe meglio non scherzare con il tempo non so se hai mai visto
la trilogia di RITORNO AL FUTURO
http://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_al_futuro
,un eccellente chiave di interpretazione di quello che potrebbe succedere viaggiando nel tempo 
la trilogia di RITORNO AL FUTURO
http://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_al_futuro
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Re: John Titor
ragazzi conoscete la quarta dimensione ?
fisica scienza
Quarta dimensione
Cosa è la quarta dimensione?
Nonostante il termine faccia pensare a concetti complessi o fantascientifici, in realtà la quarta dimensione è intorno a noi tutti i giorni. La quarta dimensione è semplicemente il tempo ed il cambiamento. Per comprendere bene il significato è utile ripercorrere la spiegazione delle precedenti dimensioni: la prima, la seconda e la terza.
La prima dimensione
Supponiamo di poterci muovere soltanto in avanti e indietro su una linea. Ad esempio, un treno o un tram, una biglia in un percorso. Questo tipo di movimento è descrivibile con una sola dimensione.
La seconda dimensione
Supponiamo adesso di poterci muovere anche a destra o a sinistra, oltre che avanti e indietro. Ad esempio un'automobile può muoversi in tutte le direzioni a 360°. In questo caso, ci stiamo muovendo su due dimensioni (ossia sul piano). Riprendendo l'esempio della biglia, nel caso delle due dimensioni quest'ultima non si muoverà più soltanto in avanti o indietro, bensì in tutte le dimensioni del piano. Ogni punto del piano è individuato univocamente da una coppia di valori (x, y).
La terza dimensione
Se ad un piano, composto di larghezza e lunghezza, aggiungiamo anche l'altezza otteniamo la terza dimensione. E' un concetto molto semplice e comprensibile a tutti. Quasi banale. La realtà, come siamo abituati a conoscerla fin da neonati, è composta da oggetti in tre dimensioni. Noi stessi siamo materia in tre dimensioni. Ritornando all'esempio precedente, la biglia in uno spazio a tre dimensioni può muoversi in tutte le direzioni, oltre che sul piano anche in alto e in basso. Ogni punto dello spazio a tre dimensioni è individuato univocamente dalle coordinate (x, y, z).
La quarta dimensione
Infine arriviamo alla quarta dimensione. Pur essendo semplice il concetto è meno comprensibile in quanto siamo abituati, come esseri umani, a concepire lo spazio che ci circonda in sole tre dimensioni. La quarta dimensione è semplicemente il tempo. Facciamo un esempio pratico. Prendiamo una biglia e poniamola immobile sul pavimento in un istante T. Se non ci fosse il tempo questa occuperebbe solo tre dimensioni (x,y,z). Poniamo adesso di spingerla con il dito, muovendola verso una qualsiasi direzione. La biglia inizierebbe a muoversi per poi fermarsi in un altro punto della stanza (x,y,z) in un istante T+1. La quarta dimensione è l'insieme delle due situazioni T e T+1 in cui la biglia occupa due punti diversi dello spazio a tre dimensioni. Ogni punto dello spazio a quattro dimensioni è quindi individuato univocamente dalle coordinate (x, y, z, t) - dove 't' sta normalmente ad indicare l'istante temporale. Per la rappresentazione grafica è sufficiente indicare le due coordinate su tre dimensioni, indicando su ciascuna il tempo. Ad esempio (x,y,z) nell'istante T0 e (x,y,z) nell'istante T1. Il corpo è lo stesso ed occupa nel tempo due punti diversi dello spazio a tre dimensioni. Questa è la quarta dimensione.
17 / 10 / 2008
http://www.aiutoscuola.it/quarta-dimensione.html
Cinque tappe nella quarta dimensione: almanaccando sulla quarta dimensione
di Daniele Gouthier
Un saggio su “La quarta dimensione“ di Rudy Rucker. La quarta dimensione non gode di un'immagine seria, credibile, scientifica. Agli occhi dei più, è relegata in una, più o meno fantasiosa, letteratura di fantascienza, della quale si ama credere che sia rigorosa e fondata ma si sa che così non è.
E allora, la quarta dimensione è roba da trucchi cinematografici e da libri di non sempre alta qualità. Per non parlare poi del nome stesso: la quarta dimensione. E' naturale. Troppo naturale. Eh sì, perché tutti sappiamo che viviamo in uno spazio a tre dimensioni: e se ne aggiungiamo un'altra, questa non può essere che la quarta.
Ma supponiamo di essere immersi da sempre in uno spazio a quattro dimensioni: quale delle quattro è la quarta? Quale viene per ultima? Non c'è dubbio: le prime tre, da qualsiasi dimensione vogliamo iniziare a contare, le pensiamo sempre come altezza, ampiezza e profondità.
Già. Partiamo proprio da qui. Dalle classiche e notissime altezza, ampiezza e profondità. Be', siamo proprio sicuri che esista l'altezza, l'ampiezza e la profondità di un oggetto, di un ambiente, di uno spazio? Quando teniamo in mano un parallelepipedo (ad esempio la custodia di un cd), quando guardiamo una sedia o un mobile, non abbiamo grossi dubbi. Anche se, è bene dirlo, anche per un parallelepipedo c'è una certa incertezza: di altezze ne possiamo avere ben tre; e, una volta sceltane una, per ampiezza e profondità abbiamo due distinte possibilità. Tutte queste certezze - o meglio, tutte queste piccole incertezze - ci vengono dal fatto che in modo naturale, consideriamo il parallelepipedo come appoggiato a uno dei suoi lati.
Prima di procedere cerchiamo di capire qual è il ruolo di altezza, ampiezza e profondità. Se vogliamo dire dove si trova un punto del parallelepipedo, le nostre tre dimensioni ci servono a determinarlo esattamente. Se sappiamo che è a un'altezza di tot, vuol dire che tot separa il punto in questione dalla base. Se sappiamo che è a una profondità di tot, allora tot è la distanza del punto dalla faccia che stiamo guardando. E così via.
Vale a dire che altezza, ampiezza e profondità servono a descrivere tutti i punti del parallelepipedo.
Torniamo ora alla determinazione di altezza, ampiezza e profondità, per capire effettivamente chi sono. Ebbene, proviamo ora a prendere la nostra custodia di cd e tenere due dei suoi vertici più lontani tra i nostri due indici. Se teniamo queste due dita l'una sopra l'altra, esattamente sulla stessa verticale, allora è abbastanza naturale che proprio quella diagonale è l'altezza della custodia. Ma quali sono la sua ampiezza e la sua profondità? E cosa succede se ci mettiamo a far ruotare il parallelepipedo? Troviamo una scelta ottimale?
Ecco allora che possiamo trarre una prima conclusione, le nostre tre dimensioni - altezza, ampiezza e profondità - dipendono dal sistema di riferimento che adottiamo; che scegliamo - per qualche motivo - di assumere.
Il mondo, poi, è popolato anche di oggetti che sono molto diversi da parallelepipedi - ad esempio, me che scrivo queste righe e tu che le leggi...- e che di conseguenza non hanno delle scelte privilegiate. Pensiamo di prendere un pallone da calcio. E' evidente che ognuno dei suoi infiniti diametri può essere scelto, con la stessa dignità, come altezza. Quindi, una volta fissatone uno, possiamo sceglierne altri due, perpendicolari tra loro e perpendicolari al primo, come ampiezza e come profondità: e anche questi sono infiniti! Le cose si complicano ulteriormente se, al posto del pallone da calcio, prendiamo una patata, un sasso, una zolla di terra.
Ma allora che cosa sono altezza, ampiezza e profondità? Una risposta operativa può essere: altezza, ampiezza e profondità sono tre numeri (parametri, indicatori, quantità...) che ci dicono quanto e come un certo oggetto occupa lo spazio in cui sta.
Ecco allora che viene meno una proprietà che, a prima vista, sembrava importante. Le tre direzioni che scegliamo per fissare le dimensioni di un oggetto, possono anche non essere tra loro perpendicolari (per un parallelepipedo, ad esempio, funzionano altrettanto bene tre delle sue diagonali). L'unica cosa che importa è che non stiano tutte e tre in uno stesso piano. Altrimenti, di quell'oggetto siamo in grado di descrivere solo una sezione piana e non tutta la sua interezza.
Se abbiamo capito queste prime considerazioni, possiamo provare a capovolgere il nostro punto di vista: quand'è che un oggetto è tridimensionale? A questo punto la risposta è intuitiva: quando abbiamo bisogno di individuare tre direzioni per descrivere tutti i punti del nostro oggetto. E, con maggior precisione, quando due sole direzioni non sono sufficienti a descriverlo.
Ma allora che senso ha parlare di prima, seconda e terza dimensione? Basta dire che un oggetto, uno spazio, un ambiente hanno tre dimensioni. Tutto qui.
E se ragioniamo per analogia, ci sarà chiaro anche che non esiste la quarta dimensione, ma soltanto oggetti che hanno quattro dimensioni. Di questi parla Rudy Rucker nel suo magnifico libro intitolato La quarta dimensione.
Per concludere questa premessa, sgombriamo il campo da un altro malinteso: la quarta dimensione (che, in quanto tale, non esiste!) non è il tempo. Il tempo qui non centra nulla. Le dimensioni di Rucker, come tutte le dimensioni che si rispettino, sono concetti puramente geometrici, che descrivono come le cose stanno nello spazio.
Il tempo è una possibile quarta dimensione, in una geniale e utilissima rappresentazione dei fenomeni che si chiama spaziotempo e che deve la sua celebrità a un signore di nome Albert Einstein. Ma questa è tutta un'altra storia.
Da leggere
Per capire a fondo i riferimenti di Almanaccando sulla quarta dimensione, è sufficiente leggere i due testi ai quali abbiamo costantemente fatto riferimento:
Rudy Rucker, La quarta dimensione, Adelphi, Milano, 1984.
Edwin Abbott Abbott, Flatlandia, Adelphi, Milano, 1966.
http://www.torinoscienza.it/scienza_e_arte/approfondimenti/apri?obj_id=1262

fisica scienza
Quarta dimensione
Cosa è la quarta dimensione?
Nonostante il termine faccia pensare a concetti complessi o fantascientifici, in realtà la quarta dimensione è intorno a noi tutti i giorni. La quarta dimensione è semplicemente il tempo ed il cambiamento. Per comprendere bene il significato è utile ripercorrere la spiegazione delle precedenti dimensioni: la prima, la seconda e la terza.
La prima dimensione
Supponiamo di poterci muovere soltanto in avanti e indietro su una linea. Ad esempio, un treno o un tram, una biglia in un percorso. Questo tipo di movimento è descrivibile con una sola dimensione.
La seconda dimensione
Supponiamo adesso di poterci muovere anche a destra o a sinistra, oltre che avanti e indietro. Ad esempio un'automobile può muoversi in tutte le direzioni a 360°. In questo caso, ci stiamo muovendo su due dimensioni (ossia sul piano). Riprendendo l'esempio della biglia, nel caso delle due dimensioni quest'ultima non si muoverà più soltanto in avanti o indietro, bensì in tutte le dimensioni del piano. Ogni punto del piano è individuato univocamente da una coppia di valori (x, y).
La terza dimensione
Se ad un piano, composto di larghezza e lunghezza, aggiungiamo anche l'altezza otteniamo la terza dimensione. E' un concetto molto semplice e comprensibile a tutti. Quasi banale. La realtà, come siamo abituati a conoscerla fin da neonati, è composta da oggetti in tre dimensioni. Noi stessi siamo materia in tre dimensioni. Ritornando all'esempio precedente, la biglia in uno spazio a tre dimensioni può muoversi in tutte le direzioni, oltre che sul piano anche in alto e in basso. Ogni punto dello spazio a tre dimensioni è individuato univocamente dalle coordinate (x, y, z).
La quarta dimensione
Infine arriviamo alla quarta dimensione. Pur essendo semplice il concetto è meno comprensibile in quanto siamo abituati, come esseri umani, a concepire lo spazio che ci circonda in sole tre dimensioni. La quarta dimensione è semplicemente il tempo. Facciamo un esempio pratico. Prendiamo una biglia e poniamola immobile sul pavimento in un istante T. Se non ci fosse il tempo questa occuperebbe solo tre dimensioni (x,y,z). Poniamo adesso di spingerla con il dito, muovendola verso una qualsiasi direzione. La biglia inizierebbe a muoversi per poi fermarsi in un altro punto della stanza (x,y,z) in un istante T+1. La quarta dimensione è l'insieme delle due situazioni T e T+1 in cui la biglia occupa due punti diversi dello spazio a tre dimensioni. Ogni punto dello spazio a quattro dimensioni è quindi individuato univocamente dalle coordinate (x, y, z, t) - dove 't' sta normalmente ad indicare l'istante temporale. Per la rappresentazione grafica è sufficiente indicare le due coordinate su tre dimensioni, indicando su ciascuna il tempo. Ad esempio (x,y,z) nell'istante T0 e (x,y,z) nell'istante T1. Il corpo è lo stesso ed occupa nel tempo due punti diversi dello spazio a tre dimensioni. Questa è la quarta dimensione.
17 / 10 / 2008
http://www.aiutoscuola.it/quarta-dimensione.html
Cinque tappe nella quarta dimensione: almanaccando sulla quarta dimensione
di Daniele Gouthier
Un saggio su “La quarta dimensione“ di Rudy Rucker. La quarta dimensione non gode di un'immagine seria, credibile, scientifica. Agli occhi dei più, è relegata in una, più o meno fantasiosa, letteratura di fantascienza, della quale si ama credere che sia rigorosa e fondata ma si sa che così non è.
E allora, la quarta dimensione è roba da trucchi cinematografici e da libri di non sempre alta qualità. Per non parlare poi del nome stesso: la quarta dimensione. E' naturale. Troppo naturale. Eh sì, perché tutti sappiamo che viviamo in uno spazio a tre dimensioni: e se ne aggiungiamo un'altra, questa non può essere che la quarta.
Ma supponiamo di essere immersi da sempre in uno spazio a quattro dimensioni: quale delle quattro è la quarta? Quale viene per ultima? Non c'è dubbio: le prime tre, da qualsiasi dimensione vogliamo iniziare a contare, le pensiamo sempre come altezza, ampiezza e profondità.
Già. Partiamo proprio da qui. Dalle classiche e notissime altezza, ampiezza e profondità. Be', siamo proprio sicuri che esista l'altezza, l'ampiezza e la profondità di un oggetto, di un ambiente, di uno spazio? Quando teniamo in mano un parallelepipedo (ad esempio la custodia di un cd), quando guardiamo una sedia o un mobile, non abbiamo grossi dubbi. Anche se, è bene dirlo, anche per un parallelepipedo c'è una certa incertezza: di altezze ne possiamo avere ben tre; e, una volta sceltane una, per ampiezza e profondità abbiamo due distinte possibilità. Tutte queste certezze - o meglio, tutte queste piccole incertezze - ci vengono dal fatto che in modo naturale, consideriamo il parallelepipedo come appoggiato a uno dei suoi lati.
Prima di procedere cerchiamo di capire qual è il ruolo di altezza, ampiezza e profondità. Se vogliamo dire dove si trova un punto del parallelepipedo, le nostre tre dimensioni ci servono a determinarlo esattamente. Se sappiamo che è a un'altezza di tot, vuol dire che tot separa il punto in questione dalla base. Se sappiamo che è a una profondità di tot, allora tot è la distanza del punto dalla faccia che stiamo guardando. E così via.
Vale a dire che altezza, ampiezza e profondità servono a descrivere tutti i punti del parallelepipedo.
Torniamo ora alla determinazione di altezza, ampiezza e profondità, per capire effettivamente chi sono. Ebbene, proviamo ora a prendere la nostra custodia di cd e tenere due dei suoi vertici più lontani tra i nostri due indici. Se teniamo queste due dita l'una sopra l'altra, esattamente sulla stessa verticale, allora è abbastanza naturale che proprio quella diagonale è l'altezza della custodia. Ma quali sono la sua ampiezza e la sua profondità? E cosa succede se ci mettiamo a far ruotare il parallelepipedo? Troviamo una scelta ottimale?
Ecco allora che possiamo trarre una prima conclusione, le nostre tre dimensioni - altezza, ampiezza e profondità - dipendono dal sistema di riferimento che adottiamo; che scegliamo - per qualche motivo - di assumere.
Il mondo, poi, è popolato anche di oggetti che sono molto diversi da parallelepipedi - ad esempio, me che scrivo queste righe e tu che le leggi...- e che di conseguenza non hanno delle scelte privilegiate. Pensiamo di prendere un pallone da calcio. E' evidente che ognuno dei suoi infiniti diametri può essere scelto, con la stessa dignità, come altezza. Quindi, una volta fissatone uno, possiamo sceglierne altri due, perpendicolari tra loro e perpendicolari al primo, come ampiezza e come profondità: e anche questi sono infiniti! Le cose si complicano ulteriormente se, al posto del pallone da calcio, prendiamo una patata, un sasso, una zolla di terra.
Ma allora che cosa sono altezza, ampiezza e profondità? Una risposta operativa può essere: altezza, ampiezza e profondità sono tre numeri (parametri, indicatori, quantità...) che ci dicono quanto e come un certo oggetto occupa lo spazio in cui sta.
Ecco allora che viene meno una proprietà che, a prima vista, sembrava importante. Le tre direzioni che scegliamo per fissare le dimensioni di un oggetto, possono anche non essere tra loro perpendicolari (per un parallelepipedo, ad esempio, funzionano altrettanto bene tre delle sue diagonali). L'unica cosa che importa è che non stiano tutte e tre in uno stesso piano. Altrimenti, di quell'oggetto siamo in grado di descrivere solo una sezione piana e non tutta la sua interezza.
Se abbiamo capito queste prime considerazioni, possiamo provare a capovolgere il nostro punto di vista: quand'è che un oggetto è tridimensionale? A questo punto la risposta è intuitiva: quando abbiamo bisogno di individuare tre direzioni per descrivere tutti i punti del nostro oggetto. E, con maggior precisione, quando due sole direzioni non sono sufficienti a descriverlo.
Ma allora che senso ha parlare di prima, seconda e terza dimensione? Basta dire che un oggetto, uno spazio, un ambiente hanno tre dimensioni. Tutto qui.
E se ragioniamo per analogia, ci sarà chiaro anche che non esiste la quarta dimensione, ma soltanto oggetti che hanno quattro dimensioni. Di questi parla Rudy Rucker nel suo magnifico libro intitolato La quarta dimensione.
Per concludere questa premessa, sgombriamo il campo da un altro malinteso: la quarta dimensione (che, in quanto tale, non esiste!) non è il tempo. Il tempo qui non centra nulla. Le dimensioni di Rucker, come tutte le dimensioni che si rispettino, sono concetti puramente geometrici, che descrivono come le cose stanno nello spazio.
Il tempo è una possibile quarta dimensione, in una geniale e utilissima rappresentazione dei fenomeni che si chiama spaziotempo e che deve la sua celebrità a un signore di nome Albert Einstein. Ma questa è tutta un'altra storia.
Da leggere
Per capire a fondo i riferimenti di Almanaccando sulla quarta dimensione, è sufficiente leggere i due testi ai quali abbiamo costantemente fatto riferimento:
Rudy Rucker, La quarta dimensione, Adelphi, Milano, 1984.
Edwin Abbott Abbott, Flatlandia, Adelphi, Milano, 1966.
http://www.torinoscienza.it/scienza_e_arte/approfondimenti/apri?obj_id=1262
centro anti-blasfemia- CAPO DI 3° CLASSE

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